Nessuno Escluso

di Christian Tasso

introduzione

Questo libretto serve per rendere accessibili le immagini della mostra Nessuno Escluso alle persone non vedenti. All'interno troverai un testo introduttivo e a seguire le descrizioni delle immagini.

Testi descrittivi a cura di Valeria Bottalico

Come utilizzare il libretto

Questo libretto contiene 14 descrizioni di 14 fotografie.

Queste descrizioni sono scritte in caratteri di grandi dimensioni.

Sono rappresentati diversi paesi: Paraguay, Ecuador, Etiopia, Mongolia, Nepal, Cuba, India, Kenya, Cambogia.

Per dare un ordine, ogni foto è numerata in sequenza così come è presentata nel catalogo e ha un titolo rappresentativo del soggetto della fotografia.

In basso a sinistra, sotto ogni descrizione verbale, c'è un link da cliccare, che corrisponde a un file audio.

Ogni file audio rappresenta il paesaggio sonoro che la foto evoca. Può essere il suono di un attrezzo, dell’ambiente esterno, del mestiere rappresentato dal soggetto rappresentato.

 

È uno strumento per completare la descrizione verbale, aggiungere informazioni alla narrazione e stimolare la creazione dell'immagine mentale.

Tutte le foto sono in bianco e nero.

Sommario

1. Paraguay – Vigile del fuoco.

2. Paraguay - Giovane sportiva.

3.Cambogia - Ritratto di madre con figlio.

4. Cuba – Pescatore in barca.

5. Nepal – Ritratto di un uomo e una donna incinta.

6. Cuba – Ritratto di un uomo e una donna su un mezzo ciclabile a tre ruote.

7. Etiopia - Un agricoltore.

8. Cuba – Un meccanico.

9. Mongolia – Ritratto di un uomo.

10. India – Tre donne.

11. Kenya – Ritratto di un Masai.

12. Etiopia - Un uomo davanti alla sua casa.

13. Nepal – Ritratto di due giovani.

14. Mongolia – Ritratto di una persona sciamana.

1. Paraguay, 2019 - Vigile del fuoco

In questa foto si può vedere il ritratto di un vigile del fuoco.

È in primo piano e si vede l'intero busto fino all'altezza del bacino, all'inizio delle cosce.

Sullo sfondo si vede il furgone dei servizi di soccorso con le luci delle sirene spente.

L’uomo è all'aperto, probabilmente al di fuori della caserma.

È sulla trentina. Indossa la tipica uniforme ignifuga da pompiere, resistente al fuoco; il casco nero protettivo ben aderente alla testa con la predisposizione per una minitorcia sul lato destro; e occhiali scuri a goccia.

 

L'uniforme è ben allacciata fino al collo; ha due ampie tasche rettangolari, sul davanti all’altezza del bacino; due fasce riflettenti, per rendere ben visibili, attraversano in orizzontale l’uniforme.

La barba è appena accennata, su un viso tondo, leggermente inclinato verso destra nella foto, mentre guarda verso l'osservatore.

Il braccio sinistro è poggiato verticalmente lungo il fianco. Nella mano destra tiene il bastone guida bianco.

 

Sembra orgoglioso. Questa foto comunica l'energia di una persona calma e pronta all'azione.

L'uomo dice: “Mi piace definirmi "solo un’altra persona" come qualsiasi individuo nella vita quotidiana e nell'ambiente di lavoro. Sono solo "un altro", uno come tutti gli altri, e faccio il mio lavoro dando il meglio.

 

Ho una vita felice e la sto vivendo minuto per minuto, lavorando alla professione dei miei sogni;

per questo che voglio condividere un messaggio con il mondo intero: "Non abbiate paura".

Audio_1_Vigile del Fuoco
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2. Paraguay, 2019 - Giovane sportiva

In questa foto si può vedere il ritratto di una giovane donna.

 

È in primo piano e si vede l'intero busto fino all'altezza del bacino, all'inizio delle cosce.

Lo sfondo è nero e uniforme e fa risaltare completamente la figura.

 

Ha sulla ventina. È in piedi, con le mani quasi all'altezza del petto.

Indossa una tipica uniforme da arti marziali: giacca larga e pantaloni bianchi.

La ragazza è un'atleta professionista, una cintura nera le avvolge la vita: questa rappresenta un alto livello nelle arti marziali. Tre sottili bande verticali corrono lungo tutto il bordo della giacca sul davanti e sul retro del collo.

 

Un piccolo distintivo, forse rappresentativo del club sportivo a cui appartiene, è sul davanti della tunica, accanto al braccio destro. Anche se la foto è in bianco e nero, sappiamo che i colori blu, bianco e rosso delle bande sono quelli della bandiera nazionale del Paraguay.

Tra le mani, in modo incrociato, tiene due bastoni uniti da una corda che le gira intorno alle spalle passando sotto le braccia. Questi rappresentano un'arma di difesa tradizionale.

 

I capelli sono ben tirati e raccolti indietro. Il viso è rotondo, la fronte è larga. Le labbra sono leggermente carnose e c'è l’accenno di una piccola fossetta sul mento.

 

Sembra orgogliosa. Questa foto trasmette l'energia di una persona sportiva e determinata.

 

Dice: "Sono una professionista delle arti marziali. Grazie a questo, posso viaggiare per il mondo ed espandere le mie conoscenze. Nel mio ambiente mi sento accettata e grazie alla mia passione ora ho un posto dove sono libera di essere me stessa".

Audio_2_Mach_of_taekwondo_
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3. Cambogia, 2016 - Ritratto di madre con figlio

Questa foto ritrae una donna con un bambino. Sono in primo piano e sono madre e figlio.

Sono seduti in posa per terra in uno spazio al chiuso.

 

Sullo sfondo si vede una tenda che scende morbida sul pavimento creando lievi pieghe.

La donna è seduta sul pavimento con le gambe piegate e allargate per fare spazio al bambino al centro, seduto di spalle al suo petto.

 

La gamba destra è portata indietro. A sinistra della foto si intravede il suo piede. Il braccio destro della donna si protende in avanti toccando la caviglia destra del bambino, mentre il braccio sinistro, è appoggiato sul ginocchio, dall'altra parte, in un gesto protettivo.

 

La donna indossa pantaloni larghi, con fantasie di vari motivi, e una canotta di stoffa leggera che cade morbida sugli omeri scoperti. È sulla trentina.

 

Ha il corpo dalle forme morbide, sembra minuta di statura. La pelle è morbida e liscia, tipica della giovinezza. Il suo viso è rotondo, le labbra carnose, gli occhi profondi e lo sguardo serioso rivolto verso l’osservatore.

 

Ha i capelli lisci, portati dietro le spalle e tenuti indietro morbidi da un fermaglio. Il bambino è a torso nudo e indossa un paio di pantaloncini.

 

Ha tra i due e i tre anni. Il corpo è dolcemente modellato, il viso è rivolto verso l’osservatore.

La pelle appare morbida e liscia, tipica della tenera età.

 

Il viso è rotondo e paffuto, la fronte è larga, appena coperta da qualche ciuffo di capelli, gli occhi sono leggermente a mandorla. Le labbra sono carnose e la bocca aperta in una posa curiosa, il mento è liscio.

 

Al collo porta una piccola collana di stoffa e perline di legno. La foto è molto suggestiva ed esprime grande tenerezza e amore filiale.

 

La madre dice: “Mio figlio crescerà a casa sua, nella sua comunità".

Audio_2_Mach_of_taekwondo_
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4. Cuba, 2016 - Pescatore in barca

In questa foto si può vedere il ritratto di un uomo. È in primo piano, al centro dello scenario, seduto in una barca a remi. Sullo sfondo si vedono il mare e il cielo limpidi.

 

Sembra essere sulla sessantina, oppure pare più vecchio per le tante ore trascorse in mare al sole e tra la salsedine. Indossa una maglietta bianca e pantaloni a righe, corti fino al ginocchio.

 

La barba, appena accennata, è bianca come i capelli corti e radi.

Lo sguardo è profondo e serioso, rivolto verso l'osservatore, gli occhi semichiusi a causa della forte luce del sole; la fronte è corrucciata, gli zigomi alti, il viso è sottile, rugoso e magro.

 

L’uomo è un pescatore.

 

La barca in cui è seduto mostra segni di usura e corrosione: la vernice è scrostata in diversi punti, rivelando il legno originale sottostante. 

 

La corda che dovrebbe sostenere il remo destro penzola internamente.

L’uomo protende in avanti, verso lo spettatore, il suo braccio sinistro, tenendo ben stretto all'estremità il remo. 

 

Il gesto evoca la forza della spinta necessaria per muovere la barca sull'acqua.

Il braccio destro, invece, è leggermente alzato e mostra un'amputazione appena sotto il gomito.

 

L’uomo dice: "Ogni giorno vado in mare".

Audio_4_ Barca a remi
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5. Nepal, 2015 –  Ritratto di un uomo e una donna incinta

Questa foto ritrae un uomo e una donna.

Sono all’aperto, al centro della foto, lui a sinistra, lei a destra;

si tengono per mano, fianco a fianco, rivolti verso l’osservatore.

 

Sullo sfondo, alle loro spalle, ci sono le rovine di una casa: metà costruzione è crollata a causa del forte terremoto che ha colpito il Nepal nel 2015.

 

L'uomo indossa un berretto con visiera, una polo, pantaloncini con tasconi laterali, sandali di pelle. È giovane, ha gli occhi semichiusi. Tiene saldamente con la mano destra il bastone guida bianco.

 

Il braccio sinistro scende lungo il fianco ed è afferrato al polso dalla mano della sua sposa.

La donna ha capelli lisci, pettinati con una piega al lato verso destra e raccolti verso dietro.

 

Ha la fronte ampia, gli zigomi alti, il naso leggermente allungato e le labbra carnose.

La pelle è liscia, tipica della giovinezza. Indossa un lungo vestito a fiori e una sciarpetta di cotone leggero arrotolata intorno al collo, da cui emerge e pende una collana di perline di legno.

 

Durante lo scatto fotografico, un soffio di vento gonfia il suo vestito verso il lato destro della foto, questo movimento del tessuto lascia intravedere la pancia pronunciata in avanti: la donna è incinta, presto i due avranno il loro primo figlio.

 

Alle loro spalle, sul lato sinistro della foto, si intravede in alto un balcone di  legno rimasto intatto, insieme alla persiana metallica di un garage in basso a destra, mentre il resto dell'edificio è ridotto a un cumulo di macerie.

 

Una pietra della casa è rotolata fino alla strada, la si nota tra i piedi degli sposi.

 

L'uomo dice: “Un giorno l'ho incontrata e ci siamo innamorati. 

I miei vicini non mi credevano quando ho detto loro che mi sarei sposato. 

Oggi aspettiamo il nostro primo figlio.

Sarà dura, il terremoto ha distrutto la nostra casa, ma ce la faremo e non vediamo l’ora che nasca ".

Audio_5_il silenzio di una strada dopo i
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6. Cuba, 2016 – Ritratto di un uomo e una donna su un mezzo ciclabile a tre ruote

Questa foto ritrae un uomo e una donna.

Sono all’aperto, al centro della foto, lui a sinistra seduto di profilo alla guida di un mezzo ciclabile a tre ruote, lei a destra seduta di lato in posizione frontale; entrambi guardano verso l’osservatore.

 

Il mezzo è composto da un piccolo tettuccio di forma rettangolare e sorretto da una struttura metallica sottile, ricoperta da un telo di plastica.

 

Sullo sfondo, alle loro spalle, si vedono case modeste, alberi, una piccola vegetazione e terra battuta.

L'uomo indossa una polo a maniche corte, pantaloncini con tasconi laterali lunghi fino alle ginocchia, scarpe scure, usurate dal tempo, con un piccolo tacco e senza lacci.

 

È di mezza età. Ha i capelli corti ma folti, una fronte ampia, sguardo intenso e serioso, un viso squadrato, caratterizzato da una mascella importante e con le linee fronte-mento e zigomo-zigomo di dimensione uguale.

 

L’uomo ha una mano poggiata su una barra metallica, alla guida del mezzo e l’altra adagiata sulla gamba sinistra.

 

La donna ha i capelli corti, leggermente mossi, gli occhi chiari e fissi verso l’osservatore.

Ha la fronte coperta da qualche ciuffo di capelli, il naso leggermente allungato e le labbra sottili.

 

Indossa una canotta e dei pantaloni, con motivi floreali, corti fino alle ginocchia, che le lasciano scoperte braccia e gambe minute. Dal collo pende una collanina d’oro, sembra una medaglietta.

 

Ai piedi indossa due scarpette bianche leggere.

 

Dicono: “Produciamo dolci fatti in casa e caramelle. Ogni mattina facciamo il giro della città e dei villaggi vicini per venderle”.

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7. Etiopia - Un agricoltore

In questa foto si vede un uomo. È in primo piano e si trova all'aperto.

È in piedi al centro della foto, in mezzo a un campo di grano.

 

Sembra avere sui cinquant’anni.

 

Indossa pantaloni scuri e una casacca che si intravede sotto una mantella bianca di tessuto leggero, come garza, che scende morbida dal collo fino all’altezza delle gambe.

 

Nella mano destra stringe una falce, attrezzo agricolo dalla lama ricurva e dal manico in legno; mentre nella sinistra tiene un fascio di grano appena falciato.

 

L'uomo è magro, ha i capelli corti scuri, baffi sottili e un leggero pizzetto sul mento. Dietro di lui si estende la campagna illuminata dalla luce calda del sole etiope.

 

La foto è suggestiva: sembra di sentire l'odore e il suono del grano.

 

Dice: "Sono un prete ortodosso e un padre di famiglia, ho due figli e lavoro la terra. Ogni giorno mi sveglio all'alba e vado a lavorare nei campi. Poi nel fine settimana e durante le vacanze dico messa e condivido con i miei fratelli e le mie sorelle i principi su cui basiamo la nostra società".

Audio_7_Contadino con la falce
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8. Cuba, 2016 –  Un meccanico

In questa foto si può vedere il ritratto di un uomo. È un meccanico d’auto.

È in primo piano, all’aperto, al centro della foto su una strada asfaltata, ritratto a figura intera.

 

Sullo sfondo, alle sue spalle, si vede una macchina con il cofano anteriore sollevato, che probabilmente sta riparando. È sulla cinquantina.

 

Indossa la tipica uniforme da meccanico: una tuta scura da lavoro, con un’abbottonatura sul davanti, che lo veste interamente lasciandogli scoperte solo le braccia.

 

Di queste, una è poggiata in avanti sul bastone guida bianco, mentre l’altra è dietro la schiena. Porta occhiali scuri. Il volto è sorridente, ben curato e senza barba.

 

I capelli sono molto corti con una stempiatura molto ampia. Nel taschino sinistro della tuta, all’altezza del petto, ci sono cacciaviti e piccole chiavi inglesi. Calza scarponcini scuri senza lacci.

 

La macchina, col cofano sollevato, è un vecchio modello, forse degli Anni Sessanta, con due grandi fanali rotondi ai lati. La targa è coperta dalle gambe del meccanico, mentre la carrozzeria è laminata, lucida e liscia.

 

Ai lati della strada si intravedono i marciapiedi e due fila di case a due piani e qualche albero.

L’uomo sembra fiero. Questa foto comunica l'energia di una persona serena, calma, operosa e che ama il suo lavoro.

 

L'uomo dice: "Posso sentire le parti della macchina e capire i problemi dei motori solo ascoltando i loro suoni. Questo mi aiuta a realizzare un buon lavoro".

Audio_8_ Meccanico al lavoro in officina
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9. Mongolia, 2017 – Ritratto di un uomo

In questa foto si vede un uomo. Si trova all'aperto.

 

È in piedi, al centro della foto, in mezzo a una distesa di terra dove non c’è nulla tutto intorno. I tratti somatici sono tipici degli abitanti orientali, con gli occhi piccoli e allungati.

 

Il volto è leggermente squadrato, senza barba e le sopracciglia leggere. Indossa una veste pesante e scura che lascia vedere solo il viso e una parte della mano sinistra.

 

Indossa uno strano cappello con due lunghe piume di uccello nere e ritte verticalmente, tutte circondate, alla base, da altre più piccole attaccate al copricapo.

 

All’altezza degli omeri, ci sono due spalline sottili di pelliccia da cui scendono tanti lacci lunghi e spessi che coprono l’ uomo fino alle ginocchia.

 

Al centro del petto si intravede una grande medaglia, discoidale, chiara e sottile. Le calzature sono a punta e ben lavorate che coprono le gambe fin sopra le caviglie.

 

L’uomo sembra essere uno sciamano. Lo Sciamanesimo indica un insieme di credenze, pratiche religiose, tecniche magico-rituali, estatiche che possiamo trovare in diverse culture.

 

Lo sciamano è una specie di intermediario, che fa da tramite tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti.

 

L’uomo dice: “Vengo dalle montagne, lo spirito mi ha scelto per caso e da lì tutto è cambiato. Ora viene a trovarmi e mi permette di dare risposte a molte persone vicine a me; così posso aiutarli nelle loro vite. Mia moglie è incinta del nostro primo figlio”.

Audio_8_ Meccanico al lavoro in officina
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10. India, 2017 - Tre donne

In questa foto si possono vedere tre donne di diversa età, una accanto all’altra.

Sono in piedi, in primo piano e si può vedere l'intero busto fino all'altezza del bacino, all'inizio delle cosce.

 

La prima, a sinistra della foto, sembra la più giovane. Al centro c’è una un po’ più grande di età.

A destra, l’ultima, è la donna più matura. Tutte e tre le donne hanno uno sguardo intenso e profondo rivolto verso l’osservatore e indossano una grande veste che ricopre interamente i loro corpi.

 

Si tratta del tipico abbigliamento Toda, costituito da pezzo unico di stoffa che viene indossato sopra la gonna. I simboli presenti nei costumi tradizionali sono molto antichi e simili a quelli indossati nell'antica India.

 

Le donne fanno parte della comunità Toda, una comunità pastorale che vive nel Sud dell'India. La prima donna, a sinistra nella foto, ha i capelli neri e lisci con la riga al centro, raccolti verso dietro.

 

Le sopracciglia sono nere e folte, il naso e le labbra sporgenti. Il suo vestito è bianco con delle piccole fantasie geometriche al centro e sui bordi.

 

La seconda donna, al centro, somiglia nei lineamenti e nella espressione alla precedente. Come lei, infatti, porta i capelli raccolti, ha le sopracciglia folte e nere e le labbra carnose.

 

La sua veste è colorata e a strisce e la avvolge dal collo fino alle gambe, nascondendole le braccia. L’ultima donna, la più matura delle tre, porta i capelli sciolti e ha dei ciuffi bianchi che le cadono ai lati del viso. Le labbra, ruvide e sottili, si contraggono in una smorfia.

 

Anche il suo vestito è a strisce ma, a differenza delle altre due, le lascia scoperta la mano sinistra poggiata lievemente sulla gamba.

 

Dicono: "Viviamo nell’ultimo villaggio della tribù Toda. Siamo noi che dobbiamo preservare il nostro modo di vivere tradizionale".

Audio_8_ Meccanico al lavoro in officina
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11. Kenya, 2017 – Ritratto di un Masai

Questa foro ritrae un uomo.  È in primo piano in posa, si vede l'intero busto fino all'altezza del bacino.

Sullo sfondo si vede un muro chiaro, scorticato e pieno di crepe.

 

L’uomo è un Masai. I Masai sono un popolo che vive sugli altopiani al confine tra Kenya e Tanzania;  sono tradizionalmente pastori, e la loro cultura gravita attorno alla cura del bestiame.

 

L’uomo è in piedi, con le braccia sui fianchi. La testa è rasata e le orecchie hanno una forma allungata verso il basso, grazie all'utilizzo dei tradizionali orecchini Masai, dischi ovali di legno che allargano i lobi creando un foro di due o tre centimetri.

 

La fronte è ampia e leggermente rugosa, il naso liscio e appena schiacciato, le labbra chiuse e carnose. Il viso è appena allungato e leggermente inclinato verso sinistra nella foto, mentre guarda verso l'osservatore.

 

L'abito dell'uomo è costituito da un ritaglio di tessuto, che viene piegato in più strati e drappeggiato in vari modi. La parte superiore gli copre interamente le spalle e le braccia,e scende sulla schiena come un mantello.

 

È composto da riquadri ripetuti di diverse dimensioni.

 

Dice: "Ho sedici figli, due mogli e ho il mio gregge. Ho sempre mantenuto fede ai miei compiti, la mia disabilità non è un problema".

Audio_8_ Meccanico al lavoro in officina
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12. Etiopia, 2019 - Un uomo davanti alla sua casa

Questa foto ritrae un uomo. È in primo piano, all'aperto.

 

È ritratto a mezzo busto davanti all'ingresso della sua casa, fatta di canne verticali di bambù, che si vede sullo sfondo.

 

Sembra essere sulla settantina. Indossa un copricapo bianco costituito da una fascia bianca che gli avvolge la testa e gli lascia scoperte le orecchie. Sembra un turbante.  

 

Ha un pizzetto, leggermente accennato, brizzolato come le sue sopracciglia. Lo sguardo è rivolto verso l'osservatore, la fronte è corrucciata, gli zigomi alti, il viso è sottile, rugoso e molto magro.

 

Uno scialle bianco, leggero come garza, copre le spalle lasciando il collo scoperto. L'uomo tiene un bastone in verticale sulla spalla sinistra, passandolo al lato della testa. La foto è suggestiva e rappresenta un uomo in età adulta.

 

Dice: "Qui nel villaggio ognuno trova il suo posto. Siamo una grande comunità e insieme ci sosteniamo a vicenda, cercando di superare gli ostacoli e di diventare sempre più inclusivi".

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13. Nepal, 2015 – Ritratto di due giovani

Questa foto ritrae due giovani. Sono di profilo, a mezzo busto, all’aperto, in montagna, probabilmente su un sentiero. Il giovane in avanti, a sinistra nella foto, porta in spalle l’altro.

 

L'uomo davanti indossa una maglietta chiara, sembra una polo, e un cappellino con la visiera girata all’indietro che gli lascia scoperta la fronte ampia.

 

Il naso è sottile e dritto, lo sguardo serio e determinato. La luce del sole gli illumina il viso e gli fa socchiudere gli occhi. L'uomo in spalle, a cavalcioni dietro di lui, indossa pantaloni scuri, visibili appena nella parte inferiore della foto, e una camicia a quadretti. 

 

Le sue braccia si incrociano in avanti sul giovane che lo trasporta, superando il collo, rigide e allungate, con le due mani strette in una presa salda per rimanere in equilibrio. L'uomo ha un borsello a tracolla, di cui sono visibili numerose tasche e zip. 

 

Il suo viso è sereno e orgoglioso, la pelle liscia, porta occhiali cerchiati di scuro. Il giovane è un attivista che promuove i diritti delle persone con disabilità.

 

Sullo sfondo si scorgono le sagome delle montagne ricche di vegetazione sui ripidi pendii, che lasciano spazio, una dopo l'altra, alla vetta innevata del Monte Annapurna, una delle montagne più alte del mondo.

 

L’attivista dice: “So bene che per promuovere meglio i nostri diritti abbiamo bisogno di sapere quale sia la realtà. Così, vado in montagna per raccogliere informazioni sulle persone con disabilità che vivono nei villaggi remoti".

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14. Mongolia, 2017 –  Ritratto di una persona sciamana

Questa foto ritrae una persona. È in primo piano e seduta in posa per terra nella propria casa, con le gambe incrociate. Rivolge lo sguardo verso l’osservatore.

 

Sullo sfondo si vede una parete piena di diversi oggetti. La persona sciamana è una specie di intermediario tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti.

 

Il viso è coperto da una maschera: questa è composta da una parte superiore di tessuto compatto fino all’altezza della bocca, e da una parte inferiore composta da tanti fili sottili lunghi fino all’inizio del petto, che si muovono ad ogni movimento del corpo. 

 

La maschera ha sul davanti due toppe di tessuto a forma di mandorla che raffigurano gli occhi. La persona indossa un mantello di pelle lungo e scuro di pelle; una collana di legno e stivali di pelle. La testa e il corpo completamente coperti non permettono di capire se la persona nascosta sotto è un uomo o una donna.

 

Nella mano destra tiene un bastone, mentre quella sinistra poggia su un tamburo fatto di pelle animale. Bastone e tamburo sono usati durante il rituale sciamanico per creare un ritmo di percussioni crescenti che permette allo sciamano di entrare in trance. Sullo sfondo si vede la parete della casa.

 

La casa è una Yurta, una tipica tenda a pianta ottagonale, usata dalla popolazione nomade della Mongolia. Sulla parete sono appesi dei tappeti di lana di varie fantasie, usati come arazzi per isolare dal freddo della steppa, dove le temperature scendono sotto i meno venti gradi. 

 

Dietro il soggetto c'è un mobile in legno. Sul lato sinistro si intravede la pelle di un lupo, tutti gli sciamani hanno in casa pelli di lupo, a rappresentare il legame con la natura e il rapporto conflittuale con l'animale: di inverno, in cerca di cibo, i lupi cercano di raggiungere le greggi di animali domestici.

 

Sul mobile di mobile di legno sono appoggiati uno sull’altro diversi tipi di copricapo, dove si possono contare numerose penne di uccelli, usate per alcuni tipi di rituali.

 

Dice: “Sono uno sciamano, questo significa che gli spiriti degli antenati visitano il mio corpo per parlare con me e con i miei vicini. Ci danno consigli per aiutarci a vivere una vita migliore. Non puoi scegliere di essere uno sciamano, né gli altri possono scegliere per te. È lo spirito che ti sceglie. Non importa chi sei, se sei un uomo, una donna o se hai una disabilità".

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